Yana Kudryavtseva, intervista speciale

20/04/2014
Autore: Darina Yarish 
Yana Kudryavtseva, intervista speciale

Intervista alla più giovane campionessa mondiale di ginnastica ritmica, Yana Kudryavtseva, direttamente dal World Cup di ginnastica ritmica Pesaro 2014.

Ciao Yana, ultimamente qui in Italia sei diventata molto famosa e vorrei fare un articolo che parlasse di te e raccontare, specialmente alle bambine e alle nuove generazioni di ginnaste, qualcosa di interessante sul loro idolo.

Quanto tempo che pratichi la ginnastica ritmica, come hai cominciato e a che età?
Faccio la ginnastica ritmica da quando avevo 4 anni, ma al livello professionale (agonistico) diciamo da quando avevo 5 anni. Perché dall'età di quattro anni frequentavo semplicemente un corso di avviamento e non riuscivo a fare niente, diciamo mi divertivo. Nello sport mi ha portato il mio papà, lui aveva delle conoscenti allenatrici di ginnastica ritmica. All'inizio non mi piaceva perché non riuscivo a fare niente, poi gradualmente con tempo ho cominciato ad imparare cose nuove e ho voluto restare nello sport. Mio padre non voleva che cominciassi con la carriera agonistica, ma che lo facessi soltanto per me. Perché anche lui è un atleta, campione olimpico di nuoto, diciamo che non voleva per me una vita difficile, ma alla fine l'ho convinto di voler restare nello sport.

Nell'infanzia quale delle ginnaste dell'epoca era il tuo idolo e a chi volevi assomigliare?
Cercavo di prendere da ogni ginnasta qualche caratteristica migliore, ma nel complesso mi piaceva molto la ginnasta Natalia Godunko, lei era la mia preferita. Sicuramente mi piacciono moltissimo anche Alina Kabaeva, Irina Chachina, tutte loro sono i miei idoli e da ognuna di loro mi impegnavo a imparare il meglio.

Qual'è la tua specialità/attrezzo preferito?
Non posso evidenziare uno dei più amati in assoluto, ma trovo più semplice e piacevole fare la palla.

L'anno scorso hai cominciato a competere nella categoria seniores e sei riuscita subito a ottenere grandi risultati nel Campionato del Mondo di Kiev 2013. Quali sono state le tue emozioni in quel momento?
In realtà non è stato tutto cosi semplice come sembra. All'inizio dell'anno non sono entrata nella squadra titolare della Russia dove ci sono 4 persone che concorrono tra loro. Io facevo solamente i tornei internazionali, come qui in Italia dove ho partecipato al torneo Città di Pesaro, nei Grand Prix non avevo diritto di partecipazione. Successivamente si sono create delle circostanze nella squadra nazionale russa dove qualcuno ha avuto un trauma, qualcuno si è ammalato, qualcuno si è stancato e mi hanno mandato a Sofia in Bulgaria per partecipare alla coppa del Mondo e lì sono riuscita a vincere, dopo di che hanno cominciato a mandarmi alle competizioni più rilevanti come il Campionato del Mondo a Kiev. Sono molto contenta e soddisfatta dei miei risultati a Kiev anche se per me è stato un po' inaspettato.

In gara, come ti prepari prima di entrare in pedana?
Faccio il riscaldamento e cerco di calmarmi dicendomi: Calma, tieni duro, riuscirai a fare tutto. Ma proprio prima dell'entrata per calmarmi mi ripeto nella mente tutti gli elementi da fare, parlo con il mio attrezzo ed entro, come qualsiasi altra ginnasta.

Potresti in due parole descrivermi una tua giornata di allenamento?
La mattina varia da noi, ma più frequentemente comincia alle 9,00 o 9,30 con la coreografia (danza classica alla sbarra, ndr). Mi alzo alle 8,00 e vado a fare la colazione, dopo di che alle 9,00 coreografia a seguire il primo allenamento per il quale non c'è un tempo limitato, finché non finisci tutto quello che c'era da fare. Dopo di che andiamo a pranzo, dopo pranzo abbiamo un'ora di riposo per dormire, leggere o guardare qualche film. Nel pomeriggio c'è il secondo allenamento, anche qui non c'è un tempo limitato, finché non finisci non esci dalla palestra. La sera, quando finisco tutto il lavoro da fare c'è il tempo libero.

Quale consideri sia il segreto per il successo nella ginnastica ritmica?
Penso che non ci sia un segreto in particolare, ma solo allenarsi, dare ascolto al proprio allenatore, lavorare senza sosta in questo consiste tutto il segreto.

In Italia spesso si scordano del primo allenatore delle diverse ginnaste e nessuno si ricorda più di loro. Da come sapevo la tua allenatrice è sempre stata con te per tanti anni, credi che questo ti abbia aiutato nella tua carriera?
Come prima cosa vorrei specificare che mio primo allenatore era Ekaterina Valentinovna Pankova, lei adesso continua ad allenare a Mosca, lei è stata la ginnasta della mia attuale allenatrice. Lei ha dato un enorme contributo alla mia crescita e le sono molto grata per questo. Invece con la mia attuale allenatrice Elena Lvovna Karpushenko mi alleno davvero da molto tempo, da ben 7 anni, noi ci conosciamo molto bene e lavoriamo bene insieme. Penso che mi aiuta tantissimo il fatto che non cambio allenatori e lavoro sempre con la stessa persona.

Che consiglio vorresti dare alle piccole ginnaste che magari vorrebbero assomigliarti?
Non sono esperta nel dare i consigli, ma secondo me allenarsi, ascoltare la propria allenatrice, non contraddirla e non innervosirsi durante gli allenamenti, non rimproverare e non schiaffeggiare i propri attrezzi e riuscirete a ottenere quel che volete, Dio vede tutto.

Ti piace l'Italia?
Si, senza dubbio l'Italia organizza una delle mie competizioni preferite qui a Pesaro. Ogni anno con impazienza attendo questa gara, mi piace molto l'atmosfera e il pubblico che mi sostiene tantissimo. Le mie gare preferite infatti sono in Italia e in Giappone. Spero che andrò anche in Giappone quest'anno, il sogno di andare in Italia quest'anno si è già avverato! 

Grazie mille e ci vediamo l'anno prossimo a Pesaro.

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