LA STAGIONE OLIMPICA DI YANA KUDRYAVTSEVA

22/03/2016

3 volte campionessa assoluta del Mondo Yana Kudryavtseva salta la prima gara della staggione il Grand Prix di Mosca 2016: la ginnasta sta in riabilitazione dopo una trauma grave del piede, a settembre il giorno del suo 18 compleanno la operano, dopo di che la ginnasta passa diverse settimane con il gesso sul piede.

Uscirà sulla pedana per competere nelle prossime tappe di World cup nel mondo, noi con grande entusiasmo la aspettiamo al Pesaro World Cup 2016.
 
Dall'intervista di rsport  su come si preparava il programma olimpico di Yana Kudryavtseva, come ha superato questo periodo di vita difficilissimo e quali sorprese hanno preparato per i spettatori nel 2016.
LA STAGIONE OLIMPICA DI YANA KUDRYAVTSEVA
 
Yana, raccontate per favore com'è adesso il vostro stato di salute ora, come va il piede e a che percentuale lo state sforzando durante gli allenamenti?
Ora mi sento bene, quasi del tutto ho recuperato dopo il trauma. Il piede per ora lo sto utilizzando al 70- 80%, perché i dottori hanno detto di ricominciare gradualmente, non cominciare a saltare subito. Per ora faccio tutto, ma i salti non in tutte le ripetizioni, qualcosa tolgo se sento delle sensazioni sgradevoli. Pero in generale, faccio tutto e lavoro in relevè.
 
Come è stata la riabilitazione dopo l'intervento, quanto velocemente siete tornate in forma?
Sinceramente per me è stato molto difficile, per me questo era il mio primo trauma, prima di questo non mi ha mai fatto male niente, e poi cosi subito tutto quando insieme. È molto pesante, e il mio recupero era accompagnato da molte sensazioni sgradevoli. Io so, che molti atleti dopo un trauma, lasciano anche se ci sono Giochi Olimpici davanti, non sempre riescono a continuare. Pero grazie a Dio, io sono riuscita più o meno velocemente a riprendermi, e rimettermi in una cosiddetta forma, ora dovremo solo aumentare l'intensità se possiamo dire cosi.
 
Chi vi ha sopportato maggiormente in tutto questo processo? 
Le persone più vicine a me. Mi hanno supportato i miei genitori, perché ero con loro tutto questo tempo, e durante intervento il papa mi è stato vicino, e poi anche mamma mi ha fatto sorpresa ed è venuta a trovarmi in ospedale in Germania senza che io sapessi nulla. E poi sicuramente sono stata supportata da miei allenatori Irina Viner, Elena Karpushenko e tutte le ragazze (ginnaste della nazionale russa)mi hanno sempre chiamata  e sostenuta moralmente, tutto questo è molto piacevole. È stato molto più facile con un supporto cosi forte, non posso nemmeno immaginare come sarebbe stato se non mi scriveva e non mi chiamava nessuno.
 
Ora, ripensando al passato, riuscite a capire com'è stato possibile vincere il Campionato del mondo con il piede fratturato?
Credo che niente è impossibile.. Dopo quella situazione penso, che niente è impossibile. É stato veramente molto difficile, ma mio malgrado non sapevo di avere un problema cosi grave. Grazie a Dio, tutto è passato. In ogni intervista me lo chiedono, e io continuo a pensarci: “Non voglio più ricordare questo..” Faccio fatica a pensarci a questa situazione.
 
Il programma si prepara in squadra
Il periodo creativo durante il quale si montano gli esercizi e c'è meno routine, vi piace?
Il montaggio dei programmi di gara per me non è molto facile, perché è un processo molto lungo, bisogna stare tutto il giorno nella palestra e inventare.
Questo sicuramente è piacevole, ma nello stesso tempo anche molto faticoso.  Per me per esempio è molto più piacevole isibirmi con un programma già elaborato. Mi piace molto perfezionare i dettagli, e lavorare già su un programma inventato.

Quale dei programmi di quest'anno di è più vicina all'animo? Quest'anno voi avete la palla con 23 concerto di Mozard, il nastro con il valzer di Sibelius, il cerchio sulle note di una canzone molto patriottica “Cavallo” e le clavette con una musica cosmica.
Evidenziare solo una cosa, come dico sempre, non amo. Pero il cerchio mi piace molto, perché la musica mi sta molto vicina al cuore, su queste note è molto piacevole eseguire l'esercizio.
 
Come siete arrivate all'idea di “Cavallo”?
Su programma del cerchio inventavamo molto a lungo, cambiavamo la musica diverse volte, perciò non è stata una scelta immediata. Mia allenatrice Elena Karpusenko mi ha chiamato, stava alle gare a Penza con le bambine piccole. Mi chiama e dice: Dai proviamo, rischiamo! Perché qui o viene molto bene o male, non c'è una via di mezzo. E abbiamo provato, si è inventato tutto molto velocemente.
Io andavo agli allenamenti ingessata in palestra “Le Ali di Soviet”- quella palestra, dove sono cresciuta. Elena Lvovna Karpushenko montava l'esercizio su Karina Kuznetzova, che tra l'altro ha partecipato al Grande Prix a Mosca. Si può dire che io sono arrivata quando l'esercizio era pronto, Karina mi ha insegnato, come fare. Quasi tutto era pronto, su di me abbiamo elaborato giusto alcuni dettagli.
 
Quindi di Fatto Karina è stata la tua giuda nel nuovo programma?
Si, sono molto grata a lei per questo, che lei è riuscita a supportare tutto questo processo, perché Karina ha anche un suo programma di esercizi, lei si allenava con il suo e anche con il mio. Non è stato facile per lei.
E con gli altri esercizi era lo stesso? Si, su Karina hanno montato la palla e il cerchio e alcuni parti del nastro. Quasi tutto se possiamo dire cosi.
 
Il “Cavallo” è una canzone molto profonda e partitica. E a guardarvi non saranno solo i russi, che la capiscono e la sentono sua, ma anche i stranieri. Come la volete trasmettere a loro?  
Io penso, che nel nostro sport vi sono molti allenatori russi, eppure all'estero è pieno russofoni, e anche se lo spettatore non capisce le parole cercherò di trasmettere il significato al massimo, cosi capiranno sicuramente di cosa parla.
(NDR: Nel brano usato da Yana si decrive il viaggio di un uomo con il suo cavallo, viene descritta la bellezza della natura russa, dei prati infiniti di grano dorato, e dell'infinito amore per la Russia. Nella parte usata da Yana si ripete più volte: SONO INNAMORATO DI TE, RUSSIA!)
Irina Viner era preoccupata proprio di questo fatto che non sarà compreso il significato all'estero, pero quando ha visto esercizio, ha ammesso di aver sbagliato, e ha detto che questa musica mi dona molto.
 
Ma negli esercizi ci sono molte vostre idee?
In genere i programmi crea Elena Lvovna Karpushenko, a lei le vengono molto bene, e io mi fido di lei in questo. Alcuni dettagli gli posso proporre io. Ma in realtà è un lavoro di squadra allenatori, coreografi i giudici, molto aiuto in genere. Il nostro coreografo è Tatiana Pomerantzeva, inoltre lavoriamo anche con mio coreografo di infanzia Sofia Anatolievna. Nella palestra dove sono cresiuta “Le Ali di Soviet” lei lavora ed ha contribuito tantissimo durane il processo di creazione.
 
In passato avete detto che due volte campionessa olimpica Evgeniya Kanaeva vi aiuta. Lavora con voi anche durante gli allenamenti?
Si lei viene nella mia pedana di allenamento quando ha la pausa tra gli allenamenti delle sue bambine piccole, mi da i consigli. Evgeniya mi auita da quando sono piccola.
Io anche durante le gare vengo da lei e chiedo: Jenia aiutami! Dimmi come fare meglio? Chiedo i suoi consigli. Lei mi ispira moltissimo.
 
 
15 anni di allenamenti per un Olimpiade
Siete mai stati nella futura capitale Olimpica Rio de Janeiro?
No, non ci sono mai stata, ma ho molta voglia di andarci. Sicuramente in gran parte per i Giochi Olimpici. Ma penso che gareggiare potrebbe essere un po complicato in quanto è un paese molto caldo. Le mani saranno scivolose, il nastro si potrà annodare, perché in un clima cosi caldo la stoffa del nastro assorbe velocemente l'umidità e diventa pesante e noi stiamo in continuazione a stirarlo. Sinceramente non immagino nemmeno cosa sarà in Brasile.

In vista di queste condizioni vi preparate in un modo particolare?
Certamente, ma i dettagli saranno discusse nelle vicinanze dei Giochi. 
 
E per quanto riguarda il paese Brasile, che immagine avete?
Cosi come non ci sono mai stata li, e ho visto Brasile solo nelle foto non posso dire niente di particolare. Posso solo dire che li fa molto caldo, ci sono le palme e il mare. Forse nella mia testa ora ci sono solo le Olimpiadi, sicuramente quando avremo tempo libero potremo fare un per città, fare qualche foto per ricordare al meglio questo paese. 
 
Irina Viner Usmanova ha raccontato che le ginnaste vivono tutte di un solo sogno – Le Olimpiadi, e che non esiste un momento in cui non pensano a questo. É veramente cosi, sono 3 stagioni sportive che  Lei ci pensa questo?
Certamente si! Credo che nella testa di ogni atleta c'è questo pensiero, anche se non lo dice a nessuno, questo pensiero c'è. Io possiamo dire che 15 anni mi alleno per le Olimpiadi. Però ancora 3 anni fa non avrei mai pensato a questo, pero ora ho questa possibilità. Faremo tutto il possibile.
 
Ma questi pensieri non pesano? Alcuni atleti dicono il contrario, dicono che non ci vogliono pensare alle Olimpiadi.
No, a me non mi pesano assolutamente, mi ispirano.
 
I giochi Olimpici – se fare una paragone sono come un Campionato del Mondo: gli stesi paesi, stesse ginnaste, solo i giudici e il pubblico cambiano. Come pensate la componente emotiva cambia molto rispetto al Campionato del mondo?
Mi sembra che questo è inspiegabile. Quanto le ragazze non mi hanno raccontato delle Olimpiadi, ugualmente ognuna di noi le sentirà in modo diverso. Dicono solo che le Olimpiadi si distinguono molto da tutte le altre competizioni, è tutto un altra storia.
 
Una bambina nell'anima
Quest'anno lei non studia più a scuola, ha più tempo libero. A cosa lo dedica?
Non ho tanto tempo libero, il giorno libero vado a casa dai genitori, dalla mia sorella – lei pratica tennis. Ha 8 anni, per questo ora ancora non lo fa al livello professionale. Anch'io ho cominciato a fare la ginnastica ritmica per “migliorare la flessibilità e  correggere la postura”, e come vedere, ancora la sto “correggendo”  (ride). Non ho tanta forza nel tempo libero per dedicarmi a qualche attività in particolare. 
 
Novogorsk per lei è una seconda casa?
Mi sembra, che ormai è la mia prima casa. Sono 4 anni che vivo qua, 1 giorno a settimana ho il giorno libero, eppure non sempre ci lasciano andare via. (NDR: Durante le epidemie influenzali, le ginnaste non lasciano il territorio della base sportiva.)
 
Poco fa avete compiuto 18 anni, e sono alcuni anni che siete il leader nella nazionale. Vi sentite in qualche modo più adulta?
Veramente non mi sento cosi, nell'anima sono ancora bambina! Tutti quelli che hanno parlato con me, anche loro lo pensano. Noi nella nazionale non abbiamo un leader, non si è mai espresso niente del genere, che leader della squadra è Yana Kudryavtseva. Noi abbiamo due leader che gareggiano tra di loro.
 
Raccontateci che cosa vi ha rallegrato in ultimo periodo?
Non lo so, ultimamente solo sport e nient altro.
 
Quest'anno la concentrazione e solo sugli allenamenti?
Certamente, in altro modo impossibile.
 
Prima dell'inizio della sua stagione, che cosa vi vorreste augurare?
Mi auguro, la cosa più importante – la salute. Tutto il resto di pende da noi. 
 

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