Anna Rizatdinova, intervista esclusiva

16/07/2014
Autore: Darina Yarish 
Anna Rizatdinova, intervista esclusiva

Salve Anna, qui in Italia sei molto conosciuta, tante bambine ti amano tantissimo e vorrebbero conoscere qualcosa in più su di te. Per questo ho deciso di scrivere un articolo per raccontare le cose più interessanti che potrebbero piacere alle tue fan.

Partiamo dall'inizio... Quando hai cominciato a praticare la ginnastica ritmica?
Ho cominciato a praticare la ginnastica ritmica a 5 anni. Mia madre è allenatrice di ginnastica ritmica e per questo non avevo alcun'altra scelta, perché siccome non c'era nessuno con chi potevo restare a casa quando mamma andava a lavorare, semplicemente mi portava in palestra. Inizialmente nessuno si sognava che potessi arrivare a questi risultati, mi allenavo semplicemente per me stessa. Poi c'è stato un periodo in cui non avevo più voglia di allenarmi (verso i 4 -5 anni), e poi, dopo un anno, all'età di 5 anni sono stata io a chiedere di portarmi in palestra, è da quel momento che io mi alleno per la mia stessa volontà, adesso ho 20 anni.

Quando eri piccola chi era il tuo idolo nella ginnastica ritmica a cui volevi assomigliare?
Per me l'esempio nello sport è stata sempre Anna Bessonova, la nostra ginnasta ucraina, volevo sempre assomigliarle. Per me un grande esempio di laboriosità è anche Liubov Charkashyna dalla Bielorussia che con il proprio lavoro e l'impegno è riuscita ad arrivare ad una medaglia olimpica a Londra (nel 2012 ndr.).

Qual'è il tuo attrezzo preferito?
Il mio attrezzo preferito dipende dal momento, ma amo particolarmente il cerchio e mi piace molto lavorarci.

Puoi descrivere in due parole la tua giornata lavorativa?
La mia giornata, in due parole? (ride). La mia giornata lavorativa è difficile, poco riposo, tutto consiste nel battere me stessa, battere la pigrizia e lavorare.

Come ti prepari di solito alla gara prima di entrare in pedana?
Prima di entrare in pedana eseguo una grandissima serie di ripetizioni del mio esercizio, nel senso che lavoro ripetendo all'infinito fino ad un automatismo tale che mi permetta di non avere paura quando entro in pedana e devo esibirmi davanti al pubblico. La preparazione psicologica è molto importante perché potresti essere preparato fisicamente al massimo, ma se moralmente non sei preparato non riesci a dare il meglio di te. Secondo me la preparazione psicologica svolge la funzione più importante in una gara, il sapersi concentrare prima di entrare in pedana e fare un'esibizione per il pubblico è tutto per una ginnasta.

Secondo te quali sono le cose più interessanti nella ginnastica ritmica?
Sono tutte quelle cose che ci distinguono dagli altri sport: il fatto che noi eseguiamo i nostri esercizi con un accompagnamento musicale, che, come da nuovo regolamento può essere anche una canzone, questa nuova possibilità per lo spettatore può essere molto emozionante. Per lo spettatore questo sport è anche molto interessante perché può vedere 4 esercizi diversi per ogni ginnasta e anche esercizi di squadra, c'è molta varietà in una gara. Nella ginnastica ritmica  abbiamo l'unione dello sport, della bellezza, della coreografia e della danza; è uno sport davvero multilaterale.

Ti piace l'Italia?
Si, mi piace moltissimo l'Italia, possiamo anche dire che mi sono già abituata a stare qui. Sono 3 anni che mi invitano a partecipare in Serie A per gareggiare con le società italiane. La cosa che mi piace particolarmente in Italia è il pubblico molto caloroso. La cosa che contraddistingue gli italiani è il fatto che apprezzano molto l'espressività, questo è di grande aiuto quando entri in pedana.

Secondo te che cosa è importante per poter avere successo nella ginnastica ritmica?
Lavorare molto, moltissimo,
bisogna lavorare in palestra proprio fino a quando non senti più le gambe. Perché solo così si può arrivare al successo, perché tutte le ginnaste sono molto forti e talentuose e tutte lavorano molto. Ma solo quelle che lavorano più di tutte le altre, quelle che sanno concentrarsi nel momento della gara, solo quelle vincono.

Potresti dare un consiglio alle piccole ginnaste?
Per le piccole ginnaste vorrei dire che, è molto importante che i genitori non le costringano a praticare la ginnastica ritmica. Solo se le bambine di propria volontà e con grande entusiasmo corrono all'allenamento, solo se vivono di ginnastica, sognano la ginnastica ritmica e ricevono grande piacere da ogni esercizio e ogni allenamento, potranno ottenere risultati in questo bellissimo sport. Auguro a tutte le bambine che praticano la ginnastica ritmica con amore di avere voglia di salire sul piedistallo e di imparare a lavorare tantissimo. Scusate se mi ripeto, ma senza impegno e duro lavoro non ci sarà niente.

Grazie mille Anna!
Grazie a te.

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